10 SEGNI CHE SEI CRESCIUTO CON LA DEPRESSIONE SENZA SAPERLO

Mentre cresciamo e diventiamo adulti, è molto difficile che alla maggior parte di noi venga insegnato a riconoscere i sintomi della depressione. Questo è molto grave perché è proprio durante la prima età adulta che si stabilizzano i modi di pensare e di sentire che andranno poi a costituire la nostra personalità adulta nel futuro.

È bene quindi riconoscerne precocemente i segnali e intervenire su di essi con un percorso psicoterapico adeguato.

Se ciò non avviene, è molto probabile che queste modalità umorali si mantengano nel tempo e che diventino parte di un sistema di vita che definiremo poi secondo la nostra percezione come normale o addirittura immodificabile.

È possibile che leggendo questo articolo scoprirai di averne sempre sofferto e di non aver mai fatto nulla di seriamente efficace per uscirne e per cambiare modalità di vivere e di pensare.

Se la stai vivendo, soprattutto se sei un adolescente, è molto facile che ti capiti di pensare che ci sia qualcosa di tremendamente sbagliato in te, ed è altrettanto facile che anche i tuoi genitori o gli adulti in generale attorno a te, ti etichettino semplicemente come un ragazzo strano e lunatico. Ma anche ragazzi che sembrano apparentemente normali possono soffrire di depressione, ed è bene che ne impariamo a riconoscere i segnali.

Per scoprire come in generale ci si possa rendere conto di soffrire di un vero e proprio disturbo depressivo, è stato chiesto a dei ragazzi che ne avevano sofferto di ricordare e di esprimere i propri stati d’animo relativamente alle proprie esperienze passate con la depressione.

Secondo alcuni studi scientifici, va calcolato che la maggior parte delle persone aspetta addirittura 10 anni prima di chiedere aiuto e di rendere diagnosticabile e risolvibile il problema. Normale che più si aspetta e più si fatica ad uscirne.

Di seguito verranno esposte alcune significative testimonianze di persone che ne hanno sofferto e che non hanno mai avuto eccessiva consapevolezza del problema, come spesso succede.

Molti di questi affermano durante e dopo la psicoterapia, che sarebbe stato molto meglio affrontare prima il problema e non aver buttato troppo tempo nella nostalgia e nell’infelicità. Vediamo alcune di queste testimonianze.

1. Basta guardarmi indietro e indagare oggettivamente nel mio passato per rendermi conto che mi sono sentito costantemente in colpa per qualcosa e che mi rimaneva estremamente difficile trovarmi a mio agio con qualcuno. Mi dicevano che fondamentalmente ero fatto così e che non potevo farci niente, che faceva parte del mio carattere. Mi definivano timido e timoroso. Enrico, 38 anni

2. Piangevo spesso e non ero felice come gli altri bambini. Ero molto pigro, tant’è che a volte facevo fatica anche a farmi una doccia. La mia stanza era un disastro e l’unico desiderio che avevo era di rimanerci dentro e giocare per tutto il giorno. Avevo enorme difficoltà a fare amicizia perché ero super timido. Paolo, 21 anni

3. Per me il problema era non sentirmi mai sufficientemente all’altezza delle persone e delle situazioni, e non importava quanto duramente ci provassi e mi sforzassi. Non sarei mai arrivata a livello di tutti gli altri, soprattutto delle mie due sorelle più grandi. Poi la tristezza si fece più forte. Mi capitava di avere abbassamenti dell’umore improvvisi. Per tutti questi anni non mi sono resa conto che soffrivo di depressione. Anna, 33 anni

4. Ogni volta che scalavo un albero o mi trovavo da qualche parte in alto su qualche palazzo, guardando in basso pensavo a quanto sarebbe stato bello saltare giù. Non mi sono mai resa conto che si trattava di un pensiero preoccupante. Elisabetta, 19 anni

5. Quando ero molto giovane non riuscivo a spiegarmi come facevano tutti gli altri bambini ad essere così felici e spensierati. Tutti gli altri sembravano bravissimi a fare nuove amicizie e a godersi il fatto di essere un bambino. Io non sono mai riuscito a godermi nulla. Ho sempre sentito un costante e opprimente senso di tristezza, anche in giovane età. Niente era divertente, non sono riuscito a mantenere le amicizie. Avevo costantemente dubbi su me stesso e mi preoccupavo per ogni piccola cosa. Non potevo essere felice in quel modo, ma ero troppo giovane per capire che cosa era la depressione. Alessandro, 45 anni

6. Perdere tutti gli amici, dormire tutto il tempo, non avere voglia persino di uscire dal letto, non voler mangiare, non voler uscire con nessuno, senza preoccuparsi di cosa sarebbe accaduto perché non me ne fregava più niente. Provavo perfino rabbia verso chiunque sembrasse felice. Davide, 28 anni

7. Il cervello ti propone i peggiori scenari possibili. I pensieri si fanno intrusivi e ti dicono che non ti meriti di goderti la vita. La depressione è un essere vivente che ti porta sempre più giù. Katia, 52 anni

8. Ho lasciato l’università a causa della depressione. Solo ora ho capito qual’era la causa della mia stanchezza, delle mie paure di trovarmi in pubblico, e della perdita di interesse per tutto ciò che avevo fatto. Se l’avessi presa in tempo adesso sarei laureata. Maddalena, 28 anni

9. A me prendeva a livello psicosomatico. A casa nessuno della mia famiglia ne riconosceva i sintomi. Il mal di testa, i dolori di pancia, tornando a casa da scuola avevo attacchi di panico, non riuscivo a dormire di notte. Ero così giovane. E guardando indietro, i segni invece erano così evidenti. Jessica, 35 anni

10. Avevo voglia di morire già all’età di 7 anni. Ho ancora i miei diari di allora. Forse è cominciato ancora prima, quando ero più piccola e giocavo vicino al cimitero. Fin da quando ero piccola mi sono sempre sentita indesiderata, come se fossi un peso per tutti, e che nessuno voleva avermi intorno. Quando ho cercato di aprirmi mi hanno detto che ero drammatica, troppo sensibile, che esageravo e che tutte quelle stranezze erano solo nella mia testa. Ho avuto problemi nella concentrazione e nel completare i compiti scolastici, e miei voti erano terribili. Odiavo il mondo, così mi sono creata un mondo fantastico da vivere solo nella mia testa. Elisa, 42 anni


Se ti accorgi che questo articolo parla di te o comunque ti riguarda da vicino, non esitare a chiedere aiuto per risolvere il problema. La ricerca scientifica ha dimostrano che negare il problema o attendere può addirittura aggravarlo.

È proprio nella tua città che avrai modo di uscire da questa condizione affidandoti ad uno psicoterapeuta esperto.

Di solito, i tempi di ripristino di una condizione di serenità si aggirano intorno ai soli 2 mesi di psicoterapia. I tempi di maturazione di una vera e propria malattia che in generale portano poi alla finale richiesta di aiuto, possono invece a volte addirittura durare anni (la ricerca scientifica stima che i tempi medi di attesa prima della chiamata allo psicoterapeuta sono addirittura di 10 anni).

Contatta i numeri e gli indirizzi forniti qui sotto per chiedere istantaneamente aiuto.


AUTORE DEL POST

Mi chiamo DANIELE BRUNI e sono uno Psicologo Psicoterapeuta specializzato in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Da anni mi occupo del trattamento dei disturbi della sfera psichica ed emotiva come ansia, attacchi di panico, disturbi di personalità e depressione. Ricevo nel mio studio privato nella centralissima San Benedetto del Tronto a pochi passi dall'Ospedale Civile insieme ad altri professionisti della salute fisica e mentale con cui collaboro a stretto contatto per il benessere completo dell'individuo, della coppia e della famiglia.

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