8 SEGRETI PER FREGARTENE DEL GIUDIZIO DEGLI ALTRI

8 SEGRETI PER FREGARTENE DEL GIUDIZIO DEGLI ALTRI

Partiamo dal presupposto che sentirsi apprezzati e accettati è un desiderio universale. Questo desiderio trova le sue radici nell’atto stesso della nascita. Potremmo dire che è il primo bisogno che sperimentiamo nel momento stesso in cui arriviamo alla luce: ovvero, che ci sia qualcuno pronto ad accoglierci e sostenerci. Dopo tutto, tra le altre cose, la specie umana è sopravvissuta fino ai nostri giorni proprio grazie alla forza del gruppo, dove l'adattamento, la fiducia, e il rispetto da parte dei nostri coetanei sono fin, dall’alba dei tempi, gli elementi essenziali per il dispiegarsi della sopravvivenza stessa. Insomma, possiamo chiaramente affermare che la necessità di appartenenza e di apprezzamento da parte della comunità è insita nel nostro stesso codice genetico.

Fin qui ci siamo. In pochi negherebbero totalmente la necessità di essere ben voluti da qualcuno. Se lo fanno è per superbia, o per difesa. Consciamente queste persone non anno idea del fatto che, come diceva Erich Fromm, non sopravvivrebbero un solo giorno senza amore.

Il guaio è che a volte questa necessità di essere valorizzati assume un ruolo centrale e di primo livello nella vita di una persona, e ciò che gli altri pensano di noi arriva ad assumere più importanza di quello che pensiamo di noi stessi.

Qui nasce il disturbo, sia esso di natura ansiosa (dato dalla continua e persistente preoccupazione di fare una buona impressione agli occhi di chiunque o di qualcuno in particolare) che depressiva (dato da un umore morbosamente deflesso a causa dell’idea di non essere all’altezza delle aspettative degli altri). Ed è proprio qui che interviene la psicoterapia.

Ma entriamo nello specifico e vediamo l’aspetto ansioso della stessa e le paure che sottendono il disturbo. La persona affetta da simili preoccupazioni può arrivare ad analizzare ogni aspetto e ogni singola parola pronunciata dagli altri significativi (amici, genitori, parenti, ecc.) e non significativi (estranei che incontriamo per strada, ad esempio) con l’intento di trovare ogni minimo indizio che possa essere la prova del fatto di essere stati giudicati, di essere stati cioè percepiti come accettabili o altrimenti come deficitari. Qualcuno che passa nel corridoio di lavoro senza salutare può accendere un fuoco in noi e lasciarci convinti che non meritiamo di esistere. E così, nel corso degli anni di vita, possiamo arrivare a diventare dei veri e propri people-pleaser (dicono gli americani), persone cioè sempre pronte a mettere gli altri al primo posto, sempre ossequiose, cosa che indubbiamente lascia la porta aperta all’essere sottomessi e sfruttati nell’inseguimento affannoso di un minimo cenno di lode. Ahi, che esistenza magra! Possiamo arrivare ad esaurire noi stessi, le nostre energie sia fisiche che mentali, cercando in tutti di modi di essere abbastanza bravi, sufficientemente affasconanti, attraenti, o nel raggiungimento di una minima quota di successo per arrivare a sentirci preziosi secondo quanto necessario.

Ma cosa c'è dietro questa ansia dell’essere apprezzati, e perché alcuni di noi sono molto più vulnerabili di altri rispetto a questo problema? Scendiamo ancor più nello specifico e vediamo di scavare a fondo.

Inutile dirlo, in molti casi la ragione di queste preoccupazioni trova la propria eco nel passato. A un certo punto della nostra vita, qualcosa o qualcuno può aver instillato in noi l’idea che la l'affetto da parte degli altri fosse un qualcosa di condizionato, qualcosa cioè che non è dato a tutti di avere, qualcosa che può essere ottenuto solo meritandoselo, qualcosa che si può avere solo combattendo, e che fondamentalmente non abbiamo mai meritato abbastanza. L’emozione principale in questo tipo di persone, oltre ovviamente alla paura data dalla costante minaccia dell’esclusione dal gruppo e della dannazione eterna, è ovviamente la vergogna. Non riesce poi così difficile pensare di come inevitabilmente questo tipo di persone cadano molto spesso nel perfezionismo patologico, che molti tratti condivide con il disturbo ossessivo, come nella cura dei dettagli, e nel non essere mai soddisfatti di quanto si è raggiunto.

Se anche tu ti rivedi in questo quadro, è molto probabile che le persone che si sono prese cura di te nella tua infanzia fossero persone emotivamente distanti (poco presenti, o presenti solo nel momento in cui portavamo qualche risultato a casa, che non era in ogni caso comunque sufficiente), abusanti fisicamente (schiaffi per le brutte figure di fronte agli altri, ad esempio) o verbalmente (Sei un cretino! Cosa penseranno di te gli altri???) o ti hanno imposto mete irraggiungibili (per dirne una, anche se hai portato a casa una laurea o un nuovo diploma, per loro hai semplicemente fatto il tuo dovere). È anche probabile che tu abbia subito del bullismo a scuola. Forse ti sei sempre e solo sentito come se non fossi mai stato all’altezza dei tuoi compagni. O forse non è sempre possibile identificare una spiegazione chiara. Sai solo che ti senti insicuro e non degno di lodi o addirittura di amore, e che ti importa solo di fare una buona impressione sugl’altri per rassicurare il tuo senso di appartenenza su questa terra.

Per quanto sicuramente i miei consigli su questo articolo possano essere poco esaustivi nell’aiutarti ad uscire da questo problema, possono comunque essere un buono spunto per iniziare a riflettere e magari prendere la decisione di uscirne definitivamente intraprendendo un percorso di psicoterapia. Vediamoli di seguito.

1. Decentrati e cambia prospettiva

Sei sicuro che gli altri siano così sicuri di sé come hai sempre creduto? Prova a metterti nella mente dell’altro. Se sei preoccupato di cosa stia pensando qualcuno che hai appena incontrato, tieni presente che molto probabilmente anche loro staranno facendo lo stesso. Prova per un attimo a spostare l’attenzione da anni sempre e solo concentrata su di te, su quello che potrebbero provare gli altri. Adesso noti il loro imbarazzo, vero? Tutti hanno le proprie preoccupazioni e le proprie insicurezze. Gli eroi esistono solo sul grande schermo.

2. Metti in dubbio ciò che credi

Gli esseri umani, e in quanto umani intendo fallibili, tendono ad avere distorsioni cognitive più spesso di quanto crediamo, tendono ad avere modelli di pensieri che ben si allontanano dalla realtà dei fatti, e molte volte questi pensieri, se negativi, possono arrivare a danneggiare il nostro umore o il nostro comportamento. Ad esempio, possiamo assumere il peggio, o filtrare il bene in una situazione e prestare attenzione solo alla parte negativa. Oppure possiamo sovrastimare alcune ipotesi o saltare alle conclusioni senza aver valutato scientificamente la situazione. Presta attenzione alle tue idee e mettiti in discussione piuttosto che permettere a delle semplici impressioni o sensazioni di avere la meglio su di te. Che prove hai che la persona di cui agogni l’apprezzamento, semplicemente non ti voglia bene solo per il fatto che esisti?

3. Abbandona l’idea di perfezione

Lo so è difficile. Ormai sono anni che funzioni così e ti risulta quasi impossibile non fare del tuo meglio in ogni situazione. Ma da oggi sai, e in qualche modo te ne dovrai convincere, che il tuo perseguimento di inarrivabile miglioramento, quello che fino ad oggi hai ritenuto irrinunciabile, oltre ad essere di inutile sforzo è addirittura dannoso. Facile a dire che la perfezione è solo un’illusione, ma fermati un attimo a pensare: quando è stata l’ultima volta in cui hai creduto che raggiunto quel determinato obiettivo non avresti desiderato più altro, e invece ti sei ritrovato il giorno dopo vuoto e deluso e in cerca di un obiettivo ancora più elevato?

4. Fai chiarezza con te stesso

Cosa piace veramente a te e solo a te? Cosa è che desideri genuinamente tu, senza l’influenza di ciò che desidera la maggioranza? Cosa vuoi veramente? Stai facendo delle scelte riguardo alla tua carriera, alle relazioni e ai passatempi, perché li desideri o perché vuoi impressionare qualcuno? Ah, quindi stai vivendo la vita che gli altri vogliono tu viva, e non la tua. Mi fermo qui con le domande.

5. Trova la tua tribù

Circondati solo di persone che ti apprezzano per quello che sei, con i tuoi pregi e con i tuoi difetti. Allontana le persone che ti giudicano, o che sono sempre pronte a sminuirti. Non perdete tempo cercando di aggrapparti a coloro che si aspettano che ti conformi ai loro sogni e ai loro desideri. La vita che ti è stata donata è solo tua, e solo tu puoi giudicare che quello che fai è giusto o sbagliato. Impara a capire ciò che desideri autenticamente e spontaneamente tu, senza lasciarti influenzare dagli altri. I tuoi genitori non apprezzano il/la tuo nuovo partner? Cosa possono saperne loro della vostra intimità? I tuoi amici ti prendono in giro per la tua nuova maglietta? Cambia amici, non il modo in cui desideri vestirti.

6. Sii il migliore amico di te stesso

Fidati, non sarai mai in grado di conformarti ai desideri di tutti ed essere sempre accettato, indipendentemente da quello che fai e da quanto sforzo ci metti. Nessuno può farlo. Nessuno potrà mai riuscirci. Accetta il rifiuto come parte dell’esistenza. Concentrati piuttosto su ciò che sei veramente. Solo tu potrai amarti avendo piena consapevolezza dei tuoi punti di forza e dei tuoi punti di debolezza.

7. Permettiti di essere fragile

Potrebbe essere terribile andare contro la maggioranza, esprimere ciò che di vero hai dentro, assumerti il rischio e affrontare la disapprovazione. Ma per l’unica vita che hai a disposizione, decidi cosa ti interessa, fidati solo di te stesso e vai dritto. L’esistenza non è fatta di sicurezze. Datti la possibilità di sbagliare per trovare la giusta strada.

8. Accetta aiuto

L'ansia che avverti rispetto a quello che pensano gli altri può essere superata con una consapevolezza di sé.


Se ti accorgi che questo articolo parla di te o comunque ti riguarda da vicino, non esitare a chiedere aiuto per risolvere il problema. La ricerca scientifica ha dimostrano che negare il problema o attendere può addirittura aggravarlo.

È proprio nella tua città che avrai modo di uscire da questa condizione affidandoti ad uno psicoterapeuta esperto.

Di solito, i tempi di ripristino di una condizione di serenità si aggirano intorno ai soli 2 mesi di psicoterapia. I tempi di maturazione di una vera e propria malattia che in generale portano poi alla finale richiesta di aiuto, possono invece a volte addirittura durare anni (la ricerca scientifica stima che i tempi medi di attesa prima della chiamata allo psicoterapeuta sono addirittura di 10 anni).

Contatta i numeri e gli indirizzi forniti qui sotto per chiedere istantaneamente aiuto.


AUTORE DEL POST

Mi chiamo DANIELE BRUNI e sono uno Psicologo Psicoterapeuta specializzato in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Da anni mi occupo del trattamento dei disturbi della sfera psichica ed emotiva come ansia, attacchi di panico, disturbi di personalità e depressione. Ricevo nel mio studio privato nella centralissima San Benedetto del Tronto a pochi passi dall'Ospedale Civile insieme ad altri professionisti della salute fisica e mentale con cui collaboro a stretto contatto per il benessere completo dell'individuo, della coppia e della famiglia.

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