Chattare fa bene o male alle tue relazioni?

Nei bei vecchi tempi andati, avere una relazione con una persona significava avere una serie di incontri faccia a faccia. Le persone si incontravano, trascorrevano il tempo in reciproca compagnia, avevano modo di conoscere i rispettivi amici e parenti, e con il tempo c’era modo di valutare la qualità della loro connessione e della loro compatibilità in prima persona. Certo, poteva capitare di parlare al telefono o di inviare qualche lettera occasionale, ma il nucleo delle relazioni erano incentrate sulle interazioni dal vivo. Con l’avvento della tecnologia le cose sono cambiate e ciò che si verifica nella formazione e nel mantenimento delle relazioni di oggi merita una attenzione più approfondita.

Chattare (o inviare messaggi) ha sicuramente il vantaggio di aggirare gli ostacoli che possono rendere un incontro faccia a faccia più difficoltoso. Scrivere inoltre non richiede necessariamente spontaneità e le persone hanno modo di pensare e curare in maniera artigianale l’efficacia dei propri messaggi. I messaggi di testo sono privi di segnali non verbali (tono di voce, distanza o vicinanza fisica), e permettono di nascondere quei messaggi involontari che dal vivo otterrebbero un altro effetto decisamente meno desiderabile (mani sudate, voce tremante, ecc.). Insomma, scrivere è facile, mentre una conversazione dal vivo può essere più complessa. Per questo alcune persone preferiscono questo tipo di contatto a quello reale, specialmente chi soffre di disturbi legati al contatto con le persone, come nell’ansia sociale o nei disturbi legati all’ansia in generale. Scrivere aiuta le persone nervose, o che hanno capacità relazionali meno stabili, permettendo di evitare incontri potenzialmente stressanti. Un flirt può essere tremendamente imbarazzante, mentre scrivere risulta nettamente più facile. Scrivere può inoltre risultare utile nelle situazioni di incertezza, permettendoci di tastare in anticipo il terreno, evitando spiacevoli e brutali rifiuti nel mondo reale. La distanza che offre un sms può infatti rendere più facile dire quello che non si riuscirebbe a dire di persona.

Scrivere però può essere anche molto frustrante. Una volta che inizia una conversazione infatti, questa potrebbe non fermarsi. Più messaggi riceve una persona, più potrebbe sentirsi obbligata a rispondere, creando un dannoso ciclo di relazione che instaura un’eccessiva dipendenza, impedendo alla persona di svolgere altre attività. E il risultato è l’insoddisfazione. Chattare poi crea un pericoloso meccanismo di confusione. I messaggi infatti, privati della loro componente non verbale, possono essere male interpretati o fraintesi, portando a incertezza e ansia. Inoltre, dato che la comunicazione non avviene faccia a faccia, si aggiunge una distanza psicologica che non permette di trovare le parole adatte per dire ciò che sarebbe più facile dire di persona. Le persone che prediligono questo mezzo di comunicazione tendono ad avere una maggiore ansia da attaccamento rispetto alla media. Possono infatti avere una profonda paura del rifiuto e dell’abbandono, così come un basso senso di autostima.

In definitiva, nonostante la tecnologia renda più facile evitare di avere difficili conversazioni faccia a faccia, vale comunque la pena puntare su modalità di relazione reali e più sane, nonostante il disagio che queste potrebbero portare con sé. Sappiamo infatti che la strategia dell’evitamento delle situazioni che generano ansia non permette alla persona di superare le proprie paure e di liberarsi di quel disagio che la fuga porta con sé.

Fonte: Fox, J., & Warber, K. M. (2013). “Romantic relationship development in the age of Facebook: An exploratory study of emerging adults’ perceptions, motives, and behaviors.” Cyberpsychology, Behavior, and Social Networking, 16, 3-7.