Con la fine di una relazione potreste ritrovarvi a sentirvi sbagliati. Lo siete davvero?

Quando una relazione finisce, potreste ritrovarvi a pensare e a farvi domande sul perché il rapporto non abbia funzionato e su cosa ci fosse di sbagliato in voi o nel vostro ex. È così che vi ritrovate ad avere brutti pensieri (e soprattutto, brutte emozioni) sui bei tempi andati, provando una infinita nostalgia della persona che avevate accanto. Il vostro punto di vista, una volta chiaro e sereno, diventa così improvvisamente torbido e tormentato. Il punto è che quello che provate ora non ha nulla a che fare con quello che è accaduto realmente fra voi e il vostro ex. Ok, avete perso quel rapporto, ma non vi state rendendo conto del fatto che fosse proprio quel rapporto ad essere sbagliato. Si vive così in una condizione che in sé ha qualcosa di assurdo e irrazionale, ma proprio non riusciamo ad uscirne.

La credenza comune è che ciò che proviamo debba per forza avere un senso, un esatto riscontro nella realtà. Eppure, c’è una grande differenza tra il “sentirsi a disagio” in una situazione e l’essere effettivamente “fuori luogo” o addirittura “sbagliati”. Molti dei nostri pensieri e sentimenti, per il solo fatto che li stiamo vivendo in prima persona, non ci permettono di vederne il loro aspetto irrazionale. Dovreste chiedervi piuttosto come sia stato possibile perdere qualcuno che vi trattava così male.

Accade così che vi ritroviate a parlare e condividere i vostri sentimenti con amici e parenti, e che questi naturalmente vi rispondano: “Mi stai prendendo in giro?? Era un rapporto orribile!! Come può mancarti quella persona!!??”, cercando di sostenervi e ricordarvi il vostro valore. A tratti vi rendete conto che hanno ragione, ma ciò che provate continua comunque a farvi stare male.

Di cosa avete bisogno realmente?

Tempo e distanza possono servire a due funzioni: possono aiutarvi a crescere e a rendere più forte l’impegno per il raggiungimento del vostro benessere e a creare la distanza necessaria dalla persona con cui è avvenuta la rottura. Ma come ci si allontana dal rapporto, può anche diventare più facile scivolare indietro nella nostalgia per questa persona perché, in questo momento, si sente un senso di urgenza di essere convalidati del fatto che quello che avevate era reale. Quando si attraversano questi sentimenti, è molto più facile trascurare invece tutto ciò che c’era di sbagliato nella relazione, almeno temporaneamente.

In primo luogo, concedetevi una pausa. È normale avere voglia di qualcuno che avete amato, a volte è addirittura inevitabile, anche quando siamo noi ad aver lasciato l’altra persona. Rendetevi conto di come vi sentite. Certo, i vostri sentimenti in questo momento non sono razionali, ma sono validi, perché sono i vostri e raccontano la vostra storia. Sentire però, non ha necessariamente un riscontro nella realtà. Solo quando ritenete che i vostri sentimenti siano la verità accade che sentiate l’urgenza di agire, e molto spesso, questi sentimenti irrazionali finiscono per trasformarsi in cattive decisioni.

Imparate a riconoscere quando state reagendo ad un trigger (nel linguaggio della psicoterapia, il trigger, letteralmente in inglese “grilletto, innesco”, è uno stimolo ambientale che ci ricorda e ci riattiva determinate emozioni), che si tratti solo di un sms, della notizia che questa persona sta avendo una nuova relazione, o perché vi è capitato di riparlarci.

Quando sarete in grado di accettare la normalità di quello che sentite e sarete in grado di comprenderne l’umanità, sarete più propensi a guardare la vostra esperienza emotiva da fuori e trarne vantaggio per ritrovare il vostro benessere.