LA MAGIA DELLA PSICOTERAPIA

Come avrete avuto già modo di immaginare, il mestiere dello psicoterapeuta è senza dubbio un lavoro interessante. Solo raramente risulta noioso, e quando accade, è sempre per un motivo ben preciso da indagare nuovamente. È insomma una scoperta senza fine. È un po’ come viaggiare, scoprire nuovi mondi e nuovi spazi, trovarsi di fronte a paesaggi fioriti, a volte anche tetri ed oscuri, ma comunque intriganti, senza mai muovere un passo.

Spesso, riflettendo tra me e me, mi paragono al protagonista del film La leggenda del pianista sull’Oceano, la storia di quel musicista di una nave da crociera che non volle mai scendere a terra. Tutto il mondo passava di fronte a lui, non aveva mai modo di rivedere la stessa persona. Insomma, perché mai sarebbe dovuto scendere a vedere il mondo, se tutto il mondo veniva da lui?

Nonostante questa infinita diversità di vite e di persone che mi si dipana di fronte di mese in mese, c’è comunque una manciata di meccanismi di funzionamento della psicoterapia che ho ormai ben chiari e che si realizzano con ogni nuova persona sempre nello stesso modo. È un po’ come dipingere ogni volta lo stesso quadro (la mente) utilizzando però di volta in volta tecniche (processi) e colori (emozioni) differenti.

Questo articolo esiste quindi per darvi ragione degli strani, assurdi e affascinanti meccanismi che si realizzano nello spazio tra me e la persona che ho di fronte. Nulla di esoterico, solo evidenza scientifica. Sappiamo però che la scienza non ha ancora spiegato tutto, e allo stesso modo ancora tutto non è spiegato nella psicoterapia. Se ne vede solo il risultato, il successo. Lentamente si dispiega di fronte a me la persona che si libera delle proprie angosce e delle proprie paure, ma del come si realizza questo incantesimo, ancora nessuno è riuscito ad esprimerlo in una formula matematica vera e propria. Anche se ci impegniamo nel mantenerci coerenti ad una struttura teorica di riferimento, come terapeuti abbiamo solo vaga idea su ciò che sta realmente accadendo nel corso di una psicoterapia. Cerchiamo quindi di vedere alcuni tratti di questo metodo di cura che rimangono comunque caratteristici e fondanti.

ALCHIMIE INSPIEGABILI

Cominciamo da ciò che è chiaramente inspiegabile e che rimane ancora nell’ambito del caso o del destino. Se il nostro paziente comincia a stare bene, quello che si realizza ha un significato che va ben al di là di una semplice intervista strutturata sotto forma di questionario. È tutto decisamente molto più complesso rispetto alle teorie su cui ho fondato le mie basi in dieci lunghi anni di studio. Entrano in ballo infatti gli infiniti aspetti della relazione che si forma tra paziente e terapeuta, della fiducia e della sicurezza che si crea tra questi due protagonisti di una nuova storia. Ha un peso l’arredamento dello studio, o come si diffonde la luce attraverso le persiane, ad esempio. Pensiamo a quanto siano persino fondamentali gli odori, che con i loro richiami chimici ancestrali sono in grado di far decidere ad una persona se il terapeuta è quello giusto o meno.

TUTTO LECITO

La vera magia si realizza nel rapporto tra paziente e terapeuta, nello spazio tra le due persone. Una psicoterapia efficace consiste in un rapporto di collaborazione in cui i due partecipanti si impegnano a pensare e ragionare insieme. Nell’esporre il più possibile il proprio contenuto mentale, il paziente scava in profondità dentro di sé e condivide il proprio contenuto verbalmente e coscientemente con il terapeuta. Questo bagaglio mentale di pensiero ed emozione è molto più complesso e articolato delle fette di pensiero che sceglieremo di condividere con i nostri partner, con i nostri amici, o con i nostri parenti, genitori compresi. Il paziente sa per certo che non c’è nessun motivo di filtrare i propri pensieri nella stanza del terapeuta. Non c’è nessun motivo in quella stanza di preoccuparsi dell’apparenza sociale delle proprie opinioni o delle conseguenze di ciò che si pensa. In quella stanza ogni pensiero è lecito, ed è un’enorme libertà che non si trova in nessun altro posto al mondo, nemmeno nel confessionale della propria parrocchia.

LA MERAVIGLIA

Tra i meccanismi fondamentali che mettono in moto il funzionamento di una psicoterapia, a parte il rapporto di intima e inspiegabile fiducia appena descritto, c’è ovviamente la scoperta. Nel percorso di psicoterapia la persona rende manifesti dei materiali che altrimenti rimarrebbero sotterranei.

Facciamo un esempio concreto. Una persona viene da me lamentando un improvviso attacco di panico mentre passeggiava per strada. In base a quello che mi dice, sembra che la cosa sia capitata senza alcuna spiegazione, come un fulmine a ciel sereno. Ovviamente da terapeuta non mi accontento dell’apparenza e insisto sulle sensazioni, sulle emozioni e sui pensieri che la persona stava sperimentando mentre camminava, oltre che su tutto il contesto di vita che gli fa da contorno. Dopo poche domande chirurgiche e mirate esce fuori che quella stessa persona, mentre camminava per strada, stava ragionando sulla catastrofe che gli si sarebbe palesata di lì a poco, dato che avrebbe dovuto affrontare un serio discorso con la propria compagna sul prosieguo o meno della loro relazione, che per una serie di fortuite coincidenze, il paziente in quel momento della sua vita ritiene di vitale importanza. Portata a galla la vera motivazione dell’apparentemente inspiegabile attacco di panico, ecco che la mente del paziente inizia ad illuminarsi come di fronte ad una improvvisa epifania. Tutto acquista un senso. L’attacco di panico, da inspiegabile quale appariva, diviene l’unica reazione possibile che si sarebbe potuta verificare in quella circostanza.

LA MENTE E LO SPECCHIO

Durante questa condivisione di pensieri ed emotività profonde senza proporzioni il paziente fa molto più che sfogare o esternare. Di fatti genera sistemi mentali in grado di monitorare i processi mentali stessi. Si sviluppa quella che i ricercatori hanno chiamato Metacognizione, ossia la capacità di ragionare sui propri pensieri e sentimenti. Grazie a questa nuova facoltà siamo in grado di immergerci nel funzionamento del nostro cervello in modo più autocosciente. Si genera così una capacità pratica insolita della mente: la capacità di cambiare sé stessa.

In un certo senso, quello che stiamo facendo in psicoterapia è studiare la macchina delle nostre menti. Osserviamo attraverso un atto sorprendentemente raro questi lavori interni e valutiamo la causalità dei nostri processi mentali, le catene delle emozioni e come si susseguono i pensieri, come e perché si producono determinati comportamenti, quali eventi in particolare scatenano certe nostre reazioni, ma anche gli errori e le irrazionalità dei nostri ragionamenti o i luoghi in cui i meccanismi si inceppano.

IL SUPERPOTERE

Nella stanza della psicoterapia analizziamo i processi mentali che fanno parte della nostra vita, ma di cui ne abbiamo scarsa o nessuna consapevolezza. E dato che la vita rimane comunque un bene troppo importante, un’educazione e un’istruzione sul funzionamento dei nostri stessi processi mentali ed emotivi sembra indispensabile. Come sarebbe la carriera di un pilota completamente ignorante dei meccanismi di funzionamento del proprio bolide? Come potrebbe fidarsi di guidarlo al massimo delle sue capacità? Le nostre esperienze emotive e i nostri desideri non dovrebbero esserci estranei, dominandoli con ignoranza, ma devono essere aspetti della nostra vita che noi, in un modo o nell'altro, comprendiamo e governiamo.

Si tratta di acquisire un vero e proprio superpotere, perché è un potere che appartiene a pochi, solo cioè a chi ha lavorato su di sé. È un potere acquisito prezioso e raro, perché la maggioranza delle persone conduce la propria vita con una totale inesperienza sul funzionamento dei propri pensieri e dei propri sentimenti. E acquisire questa capacità vi renderà unici e speciali agli occhi di chiunque. Ma è anche uno strumento potente in quanto vi permetterà di intervenire, di mettere in discussione i vostri pensieri e di riconoscere e pensare in modo significativo su come state affrontando le vostre emozioni che altrimenti altererebbero sottilmente e in modo segreto il corso della vostra vita.


Se ti accorgi che questo articolo parla di te o comunque ti riguarda da vicino, non esitare a chiedere aiuto per risolvere il problema. La ricerca scientifica ha dimostrano che negare il problema o attendere può addirittura aggravarlo.

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Di solito, i tempi di ripristino di una condizione di serenità si aggirano intorno ai soli 2 mesi di psicoterapia. I tempi di maturazione di una vera e propria malattia che in generale portano poi alla finale richiesta di aiuto, possono invece a volte addirittura durare anni (la ricerca scientifica stima che i tempi medi di attesa prima della chiamata allo psicoterapeuta sono addirittura di 10 anni).

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AUTORE DEL POST

Mi chiamo DANIELE BRUNI e sono uno Psicologo Psicoterapeuta specializzato in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Da anni mi occupo del trattamento dei disturbi della sfera psichica ed emotiva come ansia, attacchi di panico, disturbi di personalità e depressione. Ricevo nel mio studio privato nella centralissima San Benedetto del Tronto a pochi passi dall'Ospedale Civile insieme ad altri professionisti della salute fisica e mentale con cui collaboro a stretto contatto per il benessere completo dell'individuo, della coppia e della famiglia.

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