Psicoterapia & Diabetologia

Il numero di persone con diabete nel mondo è in forte crescita. L’impennata nel numero di casi diagnosticati è dovuta soprattutto alle modifiche quantitative o qualitative nell’alimentazione e al minor dispendio energetico dato dal moderno stile di vita sedentario. Queste modifiche nelle abitudini quotidiane, spesso associate a sovrappeso e obesità, aumentano il rischio di sviluppare la malattia.

Si calcola che in Italia oggi: 3 milioni di persone abbia il diabete diagnosticato e in cura (4,9% della popolazione); 1 milione di persone abbia il diabete ma non sia stato diagnosticato (1,6%); 2,6 milioni di persone abbia difficoltà a mantenere le glicemie nella norma con precondizione del diabete di tipo 2 (4,3%). Si prevede che nel 2030 le persone diagnosticate con diabete in Italia saranno 5 milioni, con gravi ripercussioni socio-economiche, dato che la malattia, se non ben compensata, porta a complicanze invalidanti e morte.

Il buon compenso richiede alla persona con diabete un radicale cambiamento nello stile di vita, con un maggior rischio di deriva depressiva e conseguente abbandono delle cure. Per questo motivo, l’introduzione di un intervento psicoterapico e motivazionale nel Reparto di Diabetologia risulta necessario per favorire l’aderenza della persona alle prescrizioni mediche.

Potenziali destinatari diretti dell’intervento psicoterapico sono tutti i pazienti con diabete di tipo 1 e 2, di età compresa tra i 18 e gli 85 anni. Nell’arco di un anno, il numero dei soggetti potenziali target arriva dalle 500 alle 800 unità. L’effetto positivo dell’intervento si riscontra indirettamente anche nei familiari e conoscenti dei soggetti in trattamento, attraverso la riduzione dell’impatto legato alla malattia che si ripercuote necessariamente anche sulle persone che hanno diretto e continuativo contatto con i soggetti individuati dall’indagine.

Il contesto territoriale di riferimento comprende tutta la popolazione clinica afferente ai Centri di Diabetologia di San Benedetto del Tronto e di Ascoli Piceno, e relativi familiari o conoscenti dei soggetti sui quali si interviene. La collaborazione da parte della Diabetologia nel progetto, permette di reclutare in modo adeguato i soggetti idonei, intervenendo sul bisogno espresso e inespresso. Il monitoraggio in itinere e degli outcome è garantito dalla possibilità di avere accesso ai dati clinici.

La malattia diabetica incide sulla Sanità con costi diretti pari a circa il 15% dei costi di tutta la spesa sanitaria, e si stima per il prossimo decennio un incremento fino al 20%, diventando di fatto insostenibile per il Sistema Sanitario Nazionale. Il costo pro capite è pari a quasi 4000 euro l’anno e aumenta considerevolmente con la comparsa di complicanze a causa di ricoveri e cure necessarie, oltre ai disagi psicologici e sociali che ne conseguono. I ricoveri per complicanze croniche legate al diabete gravano per circa 6 miliardi di euro sulla Sanità Italiana.

Nonostante le attività delle Diabetologie abbiano ridotto negli ultimi 10 anni i ricoveri, è necessario creare percorsi paralleli e integrativi a quelli in essere, in grado di incrementare questo trend positivo. Considerando il costo pro capite sopra menzionato, che si moltiplica in caso di complicanze, e il costo pro capite massimo investito nel progetto, il confronto è nettamente a favore dell’intervento.

Si intende creare il cambiamento attraverso l’istituzione di percorsi mirati di psicoterapia individuale e motivazione di gruppo dei pazienti diabetologici con maggiore difficoltà a modificare il proprio stile di vita ritenuto inadeguato sul piano medico. Il cambiamento della visibile condizione fisica dei pazienti trattati attraverso psicoterapia e motivazione, si basa sull’assunto che il semplice intervento di natura medica e assistenziale non sia sufficiente ad effettuare un cambiamento nelle abitudini alimentari e motorie che a volte risulta essere necessario su un piano radicale e apparentemente insormontabile. L’intervento punta a rimuovere in maniera definitiva gli ostacoli di natura psichica, emotiva, familiare e relazionale incontrati dal soggetto nella modificazione di uno stile di vita disfunzionale al buon compenso della malattia.

I fattori chiave per il successo a lungo termine sono il cambiamento e il consolidamento delle strategie di gestione dello stile di vita utilizzate dalla persona. Nei casi di forte difficoltà alla modifica dello stile di vita, questo cambiamento può essere attivato solo attraverso un intervento personalizzato e cucito sulla singola e irripetibile individualità della persona. Si tratta di un valore aggiunto ai percorsi diagnostici e terapeutici offerti dai centri specialistici.

L’approccio innovativo del progetto sta nella multidisciplinarietà dell’intervento, che integra Medicina, Nursing e Psicoterapia. Inoltre viene data importanza alla motivazione del gruppo e della collaborazione tra pari nel raggiungimento degli obiettivi di salute, rispetto a un intervento di tipo terapeutico tradizionale, necessario ma non sempre sufficiente ad effettuare un cambiamento nello stile di vita del soggetto preso in cura.

Gli indicatori dei cambiamenti raggiunti dai beneficiari sono evidenziati sul piano clinico attraverso la rilevazione dell’emoglobina glicosilata, indice di compenso della malattia diabetica, da parametri antropometrici come peso e Indice di Massa Corporea, e dall’adozione da parte della persona di comportamenti salutari. Sul piano psicologico, gli indicatori dei cambiamenti raggiunti dai beneficiari, sono evidenziati dal confronto della percezione soggettiva di benessere riferita dal soggetto sia durante i colloqui clinici che attraverso l’utilizzo di test specifici somministrati all’entrata e all’uscita dall’intervento.

Attraverso la piattaforma informatizzata dei Centri di Diabetologia, è possibile valutare nel tempo le conseguenze del cattivo compenso, rilevabile dall’insorgenza delle complicanze croniche a carico di cuore, occhio, rene e apparato vascolare.

Fonte: DATABASE Diabetologia ASUR 12 e 13

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