QUELLO CHE LA DEPRESSIONE NON TI DICE

Una delle esperienze più dolorose che l’essere umano possa provare si chiama Depressione. È uno stato mentale e fisico caratterizzato da intense sensazioni negative. Tra le sue connotazioni troviamo una serie di tipiche idee irrazionali che mantengono lo stato di ombra in cui ci troviamo.

La Depressione ci fa credere di essere inutili, che a nessuno importa di noi, e che siamo soli. Anche se in fondo sappiamo che queste cose che pensiamo non siano vere, la depressione può essere molto convincente, e i suoi cattivi consigli possono essere difficili da evitare.

La cosa curiosa è che la potenza di queste bugie interne può al tempo stesso renderci poco veritieri nei confronti degli altri. Così come mentiamo a noi stessi, possiamo arrivare a nascondere la verità agli altri, ed è proprio questa scarsa sincerità che può mantenerci nel buco nero in cui siamo caduti.

 

 

In questo articolo proverò a descrivervi quali sono i pensieri della persone depresse e cosa li spinge a mentire il proprio stato d’animo agli altri.

Il mio augurio è che questi esempi di dialogo, tratti da reali ragionamenti dei pazienti incontrati nella mia pratica clinica, possano aiutarvi ad individuare le reali problematiche delle persone che avete al vostro fianco.

TUTTO BENE, GRAZIE

Non parlo agli altri di come sto veramente perché nessuno lo vuole sapere in realtà. A nessuno interessa come stai. Anzi, credo che alcuni siano addirittura spaventati dal sapere come sto veramente, mi sembra di leggerglielo in faccia, perché magari hanno paura che li influenzi negativamente. Alcuni sembra che si sentano costretti ad aiutarti, e non mi va. Alla fine ti chiedono come stai solo per educazione.

 

NON TI PREOCCUPARE

Dico che sto bene perché non voglio che le persone si preoccupino per me. Mi sentirei di ulteriore peso, più di quanto non mi senta già. Mi è capitato spesso addirittura di arrabbiarmi di fronte a chi era insistente nel chiedermi di più. Evito. A volte preferisco rimanere a casa proprio per evitare di parlarne e rovinare la serata alla gente.

 

 

POI LO FACCIO

Ho smesso di prendermi cura perfino di me stesso, figuriamoci degli altri. Qualsiasi cosa mi diventa pesante. Ho una cesta di curriculum pronti da presentare alle aziende, ma mi ritrovo ogni giorno a rimandare. Lo stesso vale per le cose che devo fare per gli altri. Mi chiedono di vedermi, ma rimando in continuazione. Alcuni amici non li vedo da mesi a forza di inventarmi scuse. Dico sempre che lo faccio più tardi, poi più tardi diventa domani, e domani diventa mai. E tutto questo mi fa sentire tremendamente stupido e paralizzato.

 

SONO SOLO STANCO

È la soluzione migliore che si possa usare. Quando dico così la conversazione si spegne immediatamente e tutti tornano a farsi i fatti propri. È la frase magica che mi permette di non dare ulteriori spiegazioni, perché tanto sarebbe tutto inutile. Tirar fuori tutto il dolore sarebbe ancora più faticoso.

 

NON STO BENE FISICAMENTE

Quante volte ho utilizzato la scusa del mal di testa, del mal di schiena, del principio di febbre, del raffreddore, pur di non far capire alla gente come stavo realmente. Di fronte al male fisico nessuno può farti o dirti nulla. Possono solo sperare che tu ti riprenda. Ti lasciano stare e via. Li privi di qualsiasi arma di conversazione.

 

SCUSA MA HO DA FARE

Mi invento mille scuse per evitare le situazioni sociali che sono sicuro di non poter affrontare. Me ne posso inventare a milioni, però devo stare attenta a non esagerare perché prima o poi se ne accorgono che li stai evitando, e magari pensano che non li vuoi più vedere perché li odi o per qualche altro motivo che gli sfugge. Alcuni amici hanno proprio smesso di chiedermi di uscire. Sono convinta di essere largamente responsabile della solitudine in cui mi trovo.

 

 

TUTTO OK! TE?

Sento di non meritare le loro attenzioni e cambio subito l’oggetto della conversazione. È il mio modo di evitare che la luce del riflettore finisca su di me. Mi dispiacerebbe troppo farli sentire male come mi sento io, e non potrei sopportarlo. A volte penso che prendermi cura degli altri sia l’unica cosa che riesca a fare, ma come faccio poi a prendermi cura di me stessa?

 

LASCIAMI IN PACE!

È assurdo. È proprio quando ho più bisogno degli altri che li scaccio via. Mi sento uno schifo. Sono una persona pessima. Quanta gente vorrebbe aiutarmi ma io per orgoglio o per vergogna li mando via. Se solo sapessero quanto ho bisogno di loro.


AVVERTENZA

Se ti accorgi che questo articolo parla di te o comunque ti riguarda da vicino, non esitare a chiedere aiuto per risolvere il problema. La ricerca scientifica ha dimostrano che negare il problema o attendere può addirittura aggravarlo.

È proprio nella tua città che avrai modo di uscire da questa condizione affidandoti ad uno psicoterapeuta esperto

Di solito, i tempi di ripristino di una condizione di serenità si aggirano intorno ai soli 2 mesi di psicoterapia. I tempi di maturazione di una vera e propria malattia che in generale portano poi alla finale richiesta di aiuto, possono invece a volte addirittura durare anni (la ricerca scientifica stima che i tempi medi di attesa prima della chiamata allo psicoterapeuta sono addirittura di 10 anni).

Contatta i numeri e gli indirizzi forniti qui sotto per richiedere istantaneamente aiuto


AUTORE DEL POST

Mi chiamo DANIELE BRUNI e sono uno Psicologo Psicoterapeuta specializzato in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Da anni mi occupo del trattamento dei disturbi della sfera psichica ed emotiva come ansia, attacchi di panico, disturbi di personalità e depressione. Ricevo nel mio studio privato nella centralissima San Benedetto del Tronto a pochi passi dall'Ospedale Civile insieme ad altri professionisti della salute fisica e mentale con cui collaboro a stretto contatto per il benessere completo dell'individuo, della coppia e della famiglia.

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